Nella Giornata Mondiale dell’Acqua 2018 si riscopre l’importanza dell’agricoltura 4.0

Mar 22, 2018

A volte succede di di­men­ticare il valore di ciò che ab­biamo ogni giorno a portata di mano, ma che invece è estre­ma­mente pre­zioso e ne­ces­sario. Come l’acqua, che ci cir­conda, e riempie mari, fiumi e laghi, e che dà vita.
Per ri­cor­darcene, l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha deciso nel 1992 di fe­steg­giare ogni 22 marzo la Giornata mon­diale dell’Acqua. Lo scopo di questa giornata è il va­lo­rizzare e ri­portare l’attenzione di ognuno di noi su un bene in pe­ricolo, che ha la forza di creare così come di di­struggere.


Siccità, inon­da­zioni e in­qui­na­mento sono solo alcuni dei pro­blemi che in­te­ressano le ri­sorse idriche del pianeta. La scarsità di acqua in sva­riati paesi al mondo lascia 2.1 mi­lioni di persone senza ac­cesso a fonti di acqua po­tabile e sicura.

Entro il 2050, a se­guito della cre­scita della po­po­la­zione mon­diale di circa 2 mi­liardi, la do­manda globale di acqua po­trebbe cre­scere fino al 30%. Oltre al pro­blema della man­canza di acqua, si deve con­si­derare anche il pro­blema dell’acqua sporca: almeno 1,8 mi­liardi di persone uti­lizzano fonti di acqua con­ta­minate da escre­menti e in tutto il mondo oltre l’80% delle acque con­ta­minate viene di­sperso nell’ambiente senza un ade­guato trat­ta­mento. Inoltre la scarsità di acqua ha pe­santi ri­cadute sull’ambiente e sugli eco­si­stemi.

Circa 1,8 mi­liardi di persone vivono in ter­ritori in­te­ressati da un pro­cesso di de­ser­ti­fi­ca­zione, mentre 1,2 mi­liardi sono a ri­schio di inon­da­zioni: nel 2050 po­trebbero essere 1,6 mi­liardi, quasi il 20% della po­po­la­zione. Il 65% delle aree bo­schive è at­tual­mente in pe­ricolo, e le stime ri­portano che dal 1900 sia andato perso tra il 64-71% delle zone umide na­turali.


Come af­frontare queste sfide odierne, che si pro­spettano ancora più mi­nac­ciose per il futuro? Quest’anno, il motto del 22 marzo è “La Natura per l’acqua”. L’ONU, at­tra­verso l’agenzia spe­cia­lizzata UN-Water e i suoi partner, ha deciso di pro­muovere una cam­pagna che esorta la ne­cessità di esplorare so­lu­zioni na­turali per af­frontare le sfide idriche del pre­sente e del futuro. “La natura ha la so­lu­zione”, ri­corda questa cam­pagna.


L’ONU sot­to­linea inoltre come il settore agricolo sia quello che mag­gior­mente ne­cessita di in­genti ri­sorse idriche. Si stima che, glo­bal­mente, il 70% dell’acqua uti­lizzata sia de­stinata all’irrigazione, un numero che sale ul­te­rior­mente in aree in­te­ressate da alta densità di po­po­la­zione. L’industria prende invece il 20 % del totale, do­minata dal settore ener­getico e ma­ni­fat­tu­riero. Solo il 10 % dell’acqua è de­stinato all’uso do­me­stico. Meno dell’1 % invece è quello che viene uti­lizzato come acqua da bere.


E’ quindi nell’agricoltura che si gioca la più ardua sfida. Come af­frontare i fe­nomeni di siccità e de­ser­ti­fi­ca­zione, che po­trebbero di­struggere un numero sempre più grande di rac­colti, e come ri­spar­miare acqua che sarà sempre più scarsa e pre­ziosa?
Le so­lu­zioni più in­no­vative possono essere trovate nell’agricoltura 4.0, un’agricoltura di pre­ci­sione che ap­plica le più avanzate tec­no­logie, come quella dell’Internet of Things (IoT) per poter mo­ni­torare al meglio l’irrigazione, e in questo modo evitare inutili sprechi.

Revotree ha deciso di get­tarsi in campo in questa sfida con l’energia di un giovane team! Grazie all’utilizzo del suo di­spo­sitivo, il Revosense, che ana­lizza l’umidità, la com­po­si­zione e la tem­pe­ratura del terreno e dell’aria, ar­ti­co­lando le in­for­ma­zioni con le pre­vi­sioni meteo ed altri di­spo­sitivi, il si­stema in­te­grato di in­tel­li­genza ar­ti­fi­ciale per­mette di at­tivare in modo au­to­matico l’impianto di ir­ri­ga­zione solo quando è ne­ces­sario. Questo si­stema per­mette di ri­spar­miare fino al 50 % di acqua. In questo modo, solo ascol­tando le ne­cessità delle piante e del terreno, anche Revotree di­mostra che sì, la “Natura ha la so­lu­zione”. Basta sa­perla ascoltare.

 

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Dai un’occhiata al World Water Development Report 2018
 

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Silvia
Silvia nasce e cresce in un paese affacciato su laghi e montagne. I suoi studi in giornalismo e diritti umani la portano lontano, tra Germania, Stati Uniti, India, Polonia e Nepal. Appassionata del viaggio e dell'incontro con il mondo e con il diverso, inizia a collaborare con Revotree motivata da una forte sensibilità per la salvaguardia dell'ambiente e la tutela della natura.

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