La desertificazione. L’irrigazione. L’innovazione.

Ago 23, 2017

Pensando al fe­nomeno della de­ser­ti­fi­ca­zione, si tende ge­ne­ral­mente ad as­so­ciarlo alle grandi aree del mondo ca­rat­te­rizzate da climi estremi, come Sahara, Gobi o Atacama.
Si tratta invece di un pro­blema comune nell’Europa me­di­ter­ranea, in­clusa l’Italia, dove ogni anno vengono persi ettari di terreno verdi e che po­trebbero essere col­tivati.
Le aree più colpite nel nostro paese sono il sud e le isole. Proprio la Sardegna ospita uno dei centri di ri­cerca di ec­cel­lenza mon­diale sul tema, il Nucleo di Ricerca sulla Desertificazione (NDR) dell’Università di Sassari, che rea­lizza studi e pro­getti per ar­ginare l’inaridimento dei terreni.

Fermare la de­ser­ti­fi­ca­zione è pos­sibile con l’adozione di po­li­tiche am­bientali ade­guate, ma anche con l’applicazione di nuove tec­no­logie.

Una delle so­lu­zioni pro­poste dagli stu­diosi, che ha ri­scosso un no­tevole suc­cesso in Ghana, Burkina Faso e Tunisia, è quella di piantare ar­busti di Jathropa Curcas. Si tratta di una pianta molto re­si­stente al caldo, ori­gi­naria del Centro America, che produce semi non com­me­stibili ma dai quali si può ot­tenere piut­tosto fa­cil­mente bio­com­bu­stibile.

L’IRRIGAZIONE

Uno dei fattori che provoca il mag­giore ri­schio di de­ser­ti­fi­ca­zione in Italia è l’uso ir­ra­zionale delle ri­sorse idriche.
Il nostro paese, se­condo le ri­cerche dell’Ispra, è il primo in Europa per uso dell’acqua, con 245 litri pro-capite contro la media di 185 litri dei paesi del Nord.
Molta di questa acqua viene sprecata a causa del mal­fun­zio­na­mento degli ac­que­dotti, come reso evi­dente da casi di cronaca re­centi.
Secondo uno studio del Centro Euromediterraneo per i Cambiamenti Climatici (CMCC) entro fine secolo in Italia la media delle tem­pe­rature po­trebbe in­nal­zarsi tra i 3°C e i 6°C,met­tendo a ri­schio de­ser­ti­fi­ca­zione un quinto (il 21%) del ter­ri­torio na­zionale.

Lo svi­luppo di nuove tec­no­logie nella storia dell’agricoltura è stato de­cisivo per il pro­gresso dell’umanità.

Gli ef­fetti del ri­scal­da­mento cli­matico non sono vi­sibili solo nell’inaridimento del terreno, ma anche nell’accentuarsi di fe­nomeni che, uniti al dis­sesto idro­geo­logico del nostro ter­ri­torio, pro­vocano danni e tra­gedie.

L’INNOVAZIONE

Fermare la de­ser­ti­fi­ca­zione è pos­sibile con l’adozione di po­li­tiche am­bientali ade­guate, ma anche con l’applicazione di nuove tec­no­logie. Sfruttare le ri­sorse idriche senza sprechi, in ma­niera ra­zionale e coe­rente con i bi­sogni del terreno di­venta sempre più im­por­tante

Un esempio per­fetto è la tecnica dell’ir­ri­ga­zione a goccia, per­fe­zionata a fine anni ‘50 in Israele da Simcha Blass, che per­mette di strappare terra al de­serto, ren­dendo fertile con sem­plici gocce d’acqua aree prive di grandi ri­serve idriche e ca­rat­te­rizzate da una tem­pe­ratura alta. L’uniformità di di­stri­bu­zione dell’acqua è un fattore fon­da­mentale per evitare sprechi.

Agricoltura di precisione

Lo svi­luppo di nuove tec­no­logie nella storia dell’agricoltura è stato de­cisivo per il pro­gresso dell’umanità.
Nuove idee hanno per­messo di au­mentare la pro­dut­tività ne­ces­si­tando di meno ma­no­dopera e ga­ran­tendo un mag­giore quan­ti­tativo di cibo per una mag­giore fetta della po­po­la­zione.
La crea­zione e se­le­zione di piante più re­si­stenti ai fattori at­mo­sferici, alle ma­lattie, ai climi estremi ha per­messo il rag­giun­gi­mento di un’agricoltura più ra­zionale.

La strada per ar­ginare il pro­blema della de­ser­ti­fi­ca­zione e re­sti­tuire fer­tilità ad aree che fino a non molto tempo fa erano ver­deg­gianti passa per l’in­no­va­zione nel campo dell’agricoltura.

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The Basilist
Cresce nella campagna della Brianza e vive in quella dello Yorkshire, dove scrive amenità sulle vicende britanniche e lavora a tempo perso. Collabora con Il Foglio e con Adventerra, che realizza giochi educativi sull'ambiente.

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