Burian: il freddo che può danneggiare i tuoi alberi

Feb 28, 2018

Tutta la penisola è avvolta dalla morsa del gelo, a causa del diffuso crollo termico e delle minime che sfioreranno addirittura i -10/-15 gradi in Pianura Padana. Le previsioni dicono che fino a venerdì 2 Marzo il freddo continuerà ad attanagliare l’Italia con temperature sotto la media del periodo di 8/10 gradi.

Il team di ilmeteo.it avvisa che fino a venerdì 2 Marzo il freddo continuerà a congelare, ma non solo. E’ prevista una nuova ondata di neve. Dopo “Burian”, infatti, arriva “Big Snow”: da mercoledì pomeriggio giungerà una perturbazione atlantica che porterà la tanto attesa e diffusa neve anche al Nord.
Ma quali sono gli effetti del freddo sugli alberi da frutto?

 

Il fabbisogno di freddo

Tutte le piante si sono evolute negli anni per sopravvivere ad un determinato clima. Una specie da climi temperati ha bisogno di “sentire” il freddo invernale per potersi sviluppare correttamente.

Per la stimare il fabbisogno in freddo ci sono diversi metodi. Il più semplice e usato consiste nel calcolo del numero di ore con temperatura inferiore ai 7° C.

Durante gli inverni miti, le piante hanno un prolungamento della dormienza, a causa del mancato soddisfacimento del fabbisogno in freddo, provocando una irregolare e variabile schiusura delle gemme e, quindi, causare un vero e proprio limite alla produttività economica delle colture frutticole.

Se il fabbisogno di freddo non viene soddisfatto le piante possono avere:

– Un ritardo della ripresa vegetativa
– La cascola delle gemme
– Una fioritura scarsa e scalare
– Delle anomalie floreali

Traducendosi in una scarsa allegagione, un ritardo nella maturazione dei frutti che risultano spesso piccoli, deformi e di scarse qualità organolettiche. Nei casi più gravi la fioritura può essere del tutto assente.

Qui potete trovare una tabella con il minimo di ore di freddo per coltura. Solo dopo aver superato questa “soglia di freddo” le gemme sono pronte a schiudersi in primavera.

 

SpecieCultivarsOre di freddo
MeleFuji600
Elstar900
Golden Delicious700
Red Delicious700
Granny Smith600
AlbicoccoVarie400-1000
FicoVariePoche ore
OlivoVarie100-300
CiliegioVarie700-800
PescoRedhaven800
Suncrest700
MandorloVarie250-500
CastagnoVarie400-600
PistacchioVarie800
NoceVarie700-800
Pero EuropeoVarie700-800
Pero AsiaticoVarie300-500
PistacchioVarie800
Susino EuropeoStanlay800
Susino giapponeseShiro600
 Burbank400
ViteVarie200
KiwiVarie700-1100

 

 

 

Temperature “preoccupanti” per le piante da frutto

Pesche e nettarine

 

I peschi fioriscono relativamente presto, prima dei ciliegi, e sono meno resistenti al gelo della maggior parte delle specie del genere Prunus. A –4 °C si possono avere danni alle gemme, mentre a i fiori risentirebbero di una temperatura attorno ai –3 °C. Grazie ai progressi della frutticoltura, questi alberi sono sempre più coltivati nei climi maggiormente temperati o tropicali.

Occorre preservare il vigore dell’albero per garantire una buona dimensione dei frutti e la crescita dei germogli laterali. La riduzione dell’irrigazione dopo la raccolta può aiutare a limitare la crescita degli alberi troppo vigorosi.

 

Susine

Le susine europee sono abbastanza resistenti al freddo, anche se temperature di -4/-5 °C durante il rigonfiamento delle gemme e di –2/-3 °C durante la fioritura possono causare una riduzione della produzione.

 

Albicocche

Temperature calde troppo precoci in primavera fanno schiudere le gemme esponendo maggiormente il raccolto alle gelate tardive.
Temperature sotto i -4 °C possono danneggiare le gemme quando stanno per schiudersi, se è di -2 °C possono danneggiare i fiori.

Gli albicocchi preferiscono i climi relativamente secchi. La pioggia a ridosso della raccolta può provocare fessurazioni e marciumi.

 

Ciliege

La resistenza delle ciliege al freddo è maggiore di quella delle pesche, ma minore di quella delle susine europee.
Una temperatura di -3 °C danneggia le gemme. I ciliegi hanno un elevato rapporto tra foglie e frutti e quindi questi due componenti sono in competizione tra loro per assicurarsi luce e nutrienti.

 

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Redazione / Cosimo
Sono un ingegnere elettronico, un commerciale mancato e amo il buon cibo. Sono convinto che con molta volontà, un pizzico di creatività e un po' di buon senso si possa fare tutto. Il mio mantra è: "Se non esiste lo dobbiamo inventare, se esiste lo possiamo fare meglio!"

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