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La coltura della settimana: la vite

GENERALITÀ DELLA VITE

La vite appartiene alla specie botanica ‘Vitis vinifera’, a sua volta suddivisa nelle due sottospecie, Vitis vinifera sativa  e Vitis vinifera sylvestris. Le varietà coltivate oggi in vitigni appartengono alla sottospecie sativa, mentre le forme selvatiche sono classificate come sylvestris.
Altre specie del genere Vitis sono quelle originarie del Nord America, utilizzate prevalentemente come portainnesti della vite europea, in quanto resistenti al freddo, alla filossera, all’asfissia e alle malattie.

Il sole, con tutti quei pianeti che gli girano attorno e da lui dipendono, può ancora far maturare una manciata di grappoli d’uva come se non avesse nient’altro da fare nell’universo

STORIA DELLA VITE

La vite vinifera è una specie molto ricca di variabilità. Partendo dalla forma selvatica, l’uomo ha selezionato nei millenni moltissime varietà con frutto di caratteristiche differenti. La domesticazione della vite vide la luce nel vicino Oriente quando l’uomo si trasformò da cacciatore-raccoglitore ad agricoltore, nell’era del Neolitico.
Si pensa che la scoperta del vino fu casuale e dovuta a fermentazione naturale avvenuta in contenitori, dove gli uomini riponevano l’uva.
La civiltà egizia sviluppò le coltivazioni e sotto l’impero romano vi fu un grande impulso alla produzione del vino, che passò dall’essere un prodotto elitario a bevanda di uso quotidiano.
La sua coltivazione si diffuse così in tutto il bacino del Mediterraneo, prosperando fino ai giorni nostri.

CARATTERISTICHE DELLA VITE

La vite è una pianta perenne a foglia caduca, con un ciclo vitale potenzialmente plurisecolare, ma nella viticoltura moderna l’età del vigneto tende a non superare i 25 anni di età, a causa di una perdita di produttività delle piante.
Fino ai 3 anni di vita la pianta non è produttiva, dopo di che si ha una fase di produttività crescente fino al 5 anno.
Una buona e costante produttività si ottiene dal 5 al 25esimo anno di età.

La vite in natura si riproduce per seme e per via vegetativa, grazie alla capacità dei rami di uno o due anni di emettere radici avventizie e di diventare autonomi.
In viticoltura, invece, la vite si moltiplica solo per via vegetativa attraverso la talea e l’innesto, in questo modo si ottengono individui geneticamente identici alla pianta madre.

STRUTTURA DELLA VITE

La radice è l’organo che svolge funzione di ancoraggio al suolo e di assorbimento di acqua e sostanze nutritive necessarie, inoltre in essa si accumulano molte sostanze di riserva.

Le piante di vite che derivano da barbatella o talea avranno un apparato radicale di tipo fascicolato, cioè sviluppato in modo uniforme, mentre le piante derivate da seme presenteranno un apparato radicale fittonante, cioè sviluppato intorno ad una radice principale. In generale l’apparato radicale è contenuto entro un metro di profondità e si sviluppa lateralmente fino a 4-5 metri.

Il fusto è caratterizzato da una struttura legnosa di due o più anni, da cui dipartono, a una determinata altezza, due o più branche, che portano i rami. Sulle ramificazioni dell’annata si sviluppano i germogli, che formano in posizione opposta alle foglie, grappoli o viticci.
La vite è una liana capace di aggrapparsi grazie ad appositi organi prensili chiamati cirri o viticci, e questo le permette di crescere allo stato selvatico sulle chiome di gran di alberi o di arrampicarsi sulle rocce.

Le gemme si formano in primavera-estate e ne possiamo distinguere diverse. Quelle che danno origine ai germogli produttivi sono le gemme ibernanti, che completano il loro ciclo di formazione in un anno, dando forma ai grappoli nella primavera successiva.

Le foglie della vite sono semplici, di tipo palmato-lobato, con cinque nervature che danno origine a cinque lobi.

I fiori sono riuniti in un’infiorescenza a grappolo, in posizione opposta alla foglia e sono ermafroditi (dotati sia di organo femminile sia di organi maschili). Al contrario la vite selvatica è dioica, quindi esistono piante maschili e piante femminili. Una volta avvenuta la fecondazione si origina il frutto della vite, l’uva.

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LE FASI DELLA VITE

Possiamo distinguere 4 fasi dell’evoluzione dell’uva sulla pianta:

– nel periodo che va dall’allegagione (giugno), momento in cui il piccolo acino è formato, all’invaiatura, momento in cui cambia di colore, l’uva è verde e di consistenza dura. Il frutto è colorato dalla clorofilla, contiene il 2% di zuccheri ed il 30% di acidità;

l’invaiatura corrisponde alla colorazione fisiologica dell’uva (fine luglio-agosto). Nello stesso tempo l’acino si ingrossa, diventa elastico e aumenta improvvisamente il contenuto di zucchero. Il fenomeno è molto brusco; un acino d’uva può cambiare colore in una giornata. Tutte le uve di un vigneto normalmente cambiano di colore in una quindicina di giorni. In questo periodo si osserva anche l’arresto della crescita e la lignificazione dei germogli (periodo di agostamento);

– dall’invaiatura alla maturazione l’uva continua ad ingrossarsi, accumula zuccheri e perde acidità. In questo periodo, che dura 40-50 giorni, possiamo distinguere due tipi di maturazione: maturazione fisiologica e maturazione commerciale.
La maturazione avviene dalla fine di agosto ad ottobre;

– in alcuni casi si lascia l’uva sulla vite, dove si conserva bene in assenza di piogge, ed è possibile quindi allungare la sua presenza sul mercato.

L’acino vive delle sue riserve, perde acqua e il succo si concentra. La grossezza dell’uva matura varia secondo l’annata e soprattutto in funzione della piovosità. Gli scarti di grossezza tra un’annata all’altra possono variare dal 25% al 30%.
Piogge abbondanti durante la maturazione fanno gonfiare bruscamente l’acino, la cui buccia può scoppiare.
Ogni acino può contenere da 0 a 4 semi o vinaccioli, molto importanti in enologia, in quanto rilasciano sostanze, come tannini e polifenoli, che influenzano molto le caratteristiche organolettiche del vino.

…CONTINUA LA PROSSIMA SETTIMANA!

LA TECNOLOGIA
DELL'AGRICOLTORE DEL FUTURO

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Vittorio Boneschi

Vittorio Boneschi

Sono Vittorio, studio Agrotecnologie perché credo in un futuro sostenibile.

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