Revotree

Coltura della settimana: l’arancio

L’arancio è una pianta tropicale con antiche origini nel Sud-Est Asiatico,  importata in Europa da navigatori portoghesi ebbe subito grande successo, fino a diventare ai giorni nostri il frutto più consumato e famoso del globo.

La produzione mondiale si è più che raddoppiata negli ultimi 40 anni, con l’enorme incremento produttivo del Brasile, attualmente leader mondiale nel mercato del succo d’arancia.

Il nostro paese, caso unico nell’agrumicoltura mondiale, ha privilegiato le varietà (cultivar) che producono un’arancia rossa

Simbolo di freschezza e benessere, l’arancia è dal punto di vista nutrizionale fonte di vitamine, sali minerali, acidi organici e sostanze antiossidanti ed è praticamente priva di grassi.

L’ARANCIA IN ITALIA

Proprio negli ultimi anni, a fronte dell’aumentato consumo di succhi si è registrato un minore consumo di frutta fresca e l’Italia, che figurava tra i primi paesi produttori del mondo, è ora il secondo paese agrumicolo nel Mediterraneo, dopo la Spagna; in Italia infatti da qualche anno la crescita produttiva è stata minima e gli sbocchi di mercato, sia interno che estero sono sempre più difficoltosi.

Le regioni italiane produttrici di questo amato frutto sono quelle meridionali, prima fra tutte la Sicilia che fornisce oltre la metà della produzione nazionale. Il nostro paese, caso unico nell’agrumicoltura mondiale, ha privilegiato le varietà (cultivar) che producono un’arancia rossa a scapito di quelle a frutto biondo. In Sicilia infatti la produzione di arance rosse occupa il 70% della produzione totale, le varietà principali sono Tarocco, Moro e Sanguinello.

L’ARANCIO E IL SUOLO

Nella frutticoltura moderna il metodo di propagazione utilizzato per ottenere nuovi individui è l’innesto

L’arancio è un albero tropicale sempre verde, appartenente alla famiglia delle Rutacee, che si è adattato bene al clima mediterraneo, dove le temperature medie nei mesi invernali non scendono sotto i 5°. La capacità di adattarsi ai vari tipi di terreno dipende essenzialmente dal portainnesto impiegato.

Nella frutticoltura moderna il metodo di propagazione utilizzato per ottenere nuovi individui è l’innesto, cioè una tecnica che vede l’inserimento in una pianta, detta portainnesto, di una parte di un’altra pianta di specie o varietà diversa.In questo modo è possibile ottenere individui più resistenti e in grado di produrre frutti di qualità. In Italia l’arancio amaro è stato praticamente l’unico portainnesto utilizzato.

L’arancio si adatta bene a molti suoli, ma predilige quelli a medio impasto, dove non c’è rischio di ristagno idrico e di asfissia radicale. I terreni destinati alla coltivazione di questi alberi non devono essere necessariamente profondi, poiché l’apparato radicale è superficiale e si sviluppa principalmente nei primi 50 cm del suolo.

L’ARANCIO E LA SUA CHIOMA

In condizioni naturali, cioè in assenza di potature, la chioma degli alberi di arancio tende ad avere una conformazione globosa. Attualmente la forma di allevamento praticata è detta a “globo”: gli alberi sono disposti su file a distanze adeguate per mantenere la loro individualità. In alternativa, se la distanza tra le piante viene accorciata, viene definito “a siepone”, in cui le diverse chiome formano una parete continua.

La densità elevata della chioma dell’albero di arancio impedisce alla luce di raggiungere le zone più interne, quindi è necessario fare interventi di potatura annualmente. Questi facilitano la raccolta e permettono una regolare e abbondante fruttificazione.

La fioritura, nella area  mediterranea, avviene tra marzo e maggio e i frutti che raggiungono maturazione non sono più del 2-3% dei fiori di una pianta. Il periodo di formazione del frutto varia da 6 a 12 mesi, ma al di sotto di 12°C e al di sopra dei 36° il frutto arresta il suo ingrossamento.

Dopo la raccolta i frutti sono destinati al mercato fresco o all’industria della trasformazione.

LE VARIETÀ DELL’ARANCIO

La Valencia è la cultivar di arancio più diffusa al mondo, grazie alla sua capacità di  adattamento e alla costante ed elevata produttività. Il frutto è molto succoso e ha pochi semi, pertanto è il più utilizzato nella produzione di succhi.

Il Tarocco, invece, è la più importante cultivar pigmentata e produce un frutto molto succoso solo in condizioni ambientali ottimali.  Le arance di “Tarocco’’ maturano da metà dicembre a marzo e rappresentano un prodotto esclusivo della nostra terra.

 

 SE UN’OTTIMA ARANCIA VUOI FARE…

Gli agrumi sono piante originarie di aree ad elevate temperature e forti piovosità, è quindi fondamentale garantire un apporto idrico adeguato per ottenere una buona resa. Ogni cultivar ha il suo fabbisogno idrico che deve essere messo in relazione al clima e al suolo in cui cresce.

L’irrigazione serve a compensare l’irregolarità delle precipitazioni atmosferiche nel corso dell’anno, per questo durante il periodo autunnale e invernale le irrigazioni non sono necessarie, mentre durante il periodo primaverile ed estivo sono fondamentali per ottenere prodotti di qualità.

La redditività dell’agricoltore dipende principalmente dalla qualità del suo prodotto, definita in base alla pezzatura (grandezza del frutto) e all’accumulo di carboidrati. Per avere frutti di elevata qualità è fondamentale fornire alla pianta tutto ciò di cui necessita. I deficit idrici si ripercuotono direttamente sulla crescita dei frutti, riducendone gli accumuli di carboidrati.

 

…L’ACQUA GIUSTA DEVI DARE!

L’irrigazione dell’arancio è fondamentale ma le tecniche e le modalità devono seguire criteri di risparmio e valorizzazione delle riserve idriche.

In generale, il fabbisogno idrico in Italia ammonta circa a 1.000 mm annui per albero, metà delle quali viene abitualmente coperto dalle precipitazioni atmosferiche. Altri 500 mm per albero devono essere procurati attraverso l’irrigazione, in modo da mantenere umido lo strato di terreno in cui si trova l’apparato radicale assorbente.

L’irrigazione non deve avvenire durante le ore più calde del giorno, questo perché le goccioline d’acqua che rimangono su foglie e frutti, fungono da lenti e aumentano la concentrazione dei raggi solari, provocando ustioni.

Viene consigliato irrigare la mattina presto invece che alla sera, in quanto bagnare la terra ancora calda porta ad un notevole spreco di acqua per evaporazione. Non è da sottovalutare inoltre la qualità dell’acqua poiché l’eccessiva salinità rappresenta un fattore di stress per la pianta. E’ il caso, per esempio, della Sicilia in cui la salinità delle acque rappresenta un noto problema.

Il metodo di irrigazione deve essere efficiente in modo da limitare gli sprechi e avere una gestione aziendale sostenibile. Bisogna abbandonare i sistemi poco efficienti a favore di quelli con portata di erogazione minima e localizzata, affinché si possa ottenere un alto grado di assorbimento da parte dell’albero, limitando quindi la crescita di erbe infestanti.

Un metodo innovativo potrebbe risolvere problemi tecnici ed economici dell’irrigazione, si tratta dell’utilizzo del nuovo software Revotree, un’intelligenza artificiale che, basandosi su dati climatici e analisi del terreno, è in grado di calcolare la necessità idrica giornaliera. Questo nuovo strumento, applicabile ai sistemi di irrigazione già presenti, contribuirebbe a risparmiare quel bene tanto prezioso che chiamiamo acqua, della cui importanza ci ricordiamo spesso solo quando manca.

LA TECNOLOGIA
DELL'AGRICOLTORE DEL FUTURO

revosense_close
Vittorio Boneschi

Vittorio Boneschi

Sono Vittorio, studio Agrotecnologie perché credo in un futuro sostenibile.

La coltura della settimana: la vite | Pt. 2

[…continua da Parte 1] HABITAT E POSIZIONAMENTO La vite necessita di un clima caldo durante il periodo vegetativo e di un adeguato periodo di freddo invernale per poter compiere in maniera adeguata il proprio ciclo annuale, ragion per cui la viticoltura si è diffusa nelle zone con temperature medie annue comprese tra 10 e 20°C. …

La coltura della settimana: la vite

GENERALITÀ DELLA VITE La vite appartiene alla specie botanica ‘Vitis vinifera’, a sua volta suddivisa nelle due sottospecie, Vitis vinifera sativa  e Vitis vinifera sylvestris. Le varietà coltivate oggi in vitigni appartengono alla sottospecie sativa, mentre le forme selvatiche sono classificate come sylvestris. Altre specie del genere Vitis sono quelle originarie del Nord America, utilizzate…

La coltura della settimana: il kiwi

L’albero del kiwi – che si chiama tecnicamente actinidia –  è originario della vallata dello Yang-Tze in Cina, dove vive ancora allo stato spontaneo. L’introduzione in Europa risale al 1845, quando l’esploratore della Royal Society of Horticulture Robert Fortune la importò di ritornò da un viaggio in Cina. Questa pianta venne introdotta in Nuova Zelanda…

La coltura della settimana: l’albicocco

L’albicocco appartiene alla famiglia delle Rosacee, di cui fanno parte anche il ciliegio, il pesco e il prugno.  La sua origine è incerta, essendo contesa da tre grandi aree: centro asiatica, cinese e caucasica. Secondo l’opinione prevalente l’albicocco proviene dalla Cina. La sua presunta origine dall’Armenia ( da cui ha preso il nome, Prunus Armeniaca)…

La desertificazione. L’irrigazione. L’innovazione.

Pensando al fenomeno della desertificazione, si tende generalmente ad associarlo alle grandi aree del mondo caratterizzate da climi estremi, come Sahara, Gobi o Atacama. Si tratta invece di un problema comune nell’Europa mediterranea, inclusa l’Italia, dove ogni anno vengono persi ettari di terreno verdi e che potrebbero essere coltivati. Le aree più colpite nel nostro…

La coltura della settimana: il pesco

Fiori rosa, fiori di pesco Cantato e citato da autori di ogni epoca, il frutto del Pesco era considerato sacro dagli Egizi e in Oriente addirittura frutto dell’immortalità. Questi attributi, di chiara origine mitologica, sono in realtà fondati sui benefici reali che può generare sull’organismo. Infatti la pesca è ricca di vitamine, tutte fondamentali per…

Le 7 abitudini domestiche che consumano più acqua

Laghi vuoti, fiumi snelliti e scorte idriche vicine allo zero. Queste sono le parole che si leggono continuamente sulle pagine dei giornali in questi giorni di caldo. Sono già alcuni anni che a causa del cambiamento climatico globale le ondate di caldo o di maltempo cosiddette “straordinarie” hanno assunto invece un carattere di ordinarietà, a…

Revoteam: Cosimo Calciano, il CEO

Ciao sono Cosimo Calciano, fondatore e CEO di Revotree e vorrei raccontarvi la storia di com’è nata! Prima di spiegarvi cosa mi ha spinto a creare un sistema di gestione automatizzata dell’irrigazione, vorrei parlarvi un po’ di me: sono cresciuto tra gli affaccendati scaffali di un supermercato e i dolci alberi di un frutteto in…

Siccità: la tecnologia salverà l’agricoltura!

La canicola estiva è finalmente arrivata e, a seguire il trend degli ultimi anni, la bella stagione si ripresenta sempre più calda. Non solo dunque bel tempo e meritate vacanze quindi, ma anche numerosi disagi. Sono infatti giorni critici per la nostra penisola: da una parte gli incendi bruciano in gran parte delle nostre regioni…

Coltura della settimana: l’arancio

L’arancio è una pianta tropicale con antiche origini nel Sud-Est Asiatico,  importata in Europa da navigatori portoghesi ebbe subito grande successo, fino a diventare ai giorni nostri il frutto più consumato e famoso del globo. La produzione mondiale si è più che raddoppiata negli ultimi 40 anni, con l’enorme incremento produttivo del Brasile, attualmente leader…

Lascia un commento





Tweet
Condividi
Condividi
+1
Website Security Test